E’ uno dei grandi spauracchi delle nostre vite. Tutti ci siamo passati almeno una volta. Parliamo del temutissimo colloquio di lavoro: una delle “chiacchierate” più difficili da affrontare. Quali sono le regole per sostenere un buon incontro in vista di una assunzione?

Partiamo da lontano. Meglio giocarsi bene già la telefonata per prendere l’appuntamento. In tal senso fate in modo di proporre un buon momento per la telefonata, così da essere rilassati e poter capire con chiarezza il vostro interlocutore dall’altra parte della cornetta.

Se invece doveste concordare il tutto via mail ricordate di avere cura dei dettagli formali e di non dilatare troppo tempistiche di risposta (ma allo stesso tempo di non affrettarle troppo).

Regola aurea: arriva puntuale. Non c’è nemmeno bisogno di commentare: la puntualità è il primo segno di rispetto nei confronti dell’esaminatore. Un biglietto da visita.

Capitolo body language: una buona stretta di mano è d’obbligo (vigorosa ma non eccessiva); inoltre tentate di mantenere un buon contatto visivo col vostro interlocutore. Guardatelo negli occhi mostrando self control: l’emozione può esserci ma provate a smorzarla chiedendo un bicchiere d’acqua, nel caso.

Occhio al look: meglio né troppo elegante né trasandato, optate per una via di mezzo casual. Non state andando in discoteca ma non si tratta nemmeno di un incontro di gala!

Tenetevi pronti sia per le domande classiche che per quelle più scomode: il vostro interlocutore potrebbe incalzarvi per mettervi alla prova.

Dettaglio spesso trascurato: arrivate preparati sull’azienda in questione. Studiatevi per bene l’immagine, la filosofia, il sito e la comunicazione del brand per il quale state provando a lavorare. Per quanto possiate giocarvi la carta di “imparare in fretta” non mostrare interesse per le dinamiche aziendali potrebbe essere un clamoroso autogol.

Non mentire sulle tue capacità: i nodi poi vengono al pettine!

Parla di soldi ma non troppo in fretta: mettere le cose in chiaro è un tuo diritto sacrosanto ma non esagerare nel sembrare veniale. In ultimo: calma e sangue freddo.