25 Set

Milano: ancora sinonimo di pubblicità?

Pubblicità e Milano: un binomio da sempre, o almeno dalla fine degli anni ’70, quando per le strade del capoluogo meneghino moltissimi registi hanno iniziato a girare diversi spot pubblicitari entrati poi nella storia.

Ancora oggi tanti “consigli per gli acquisti” (come direbbe Maurizio Costanzo) vengono pensati e girati a Milano, per questo è definita come la capitale degli spot televisivi, e ancora oggi tante aziende preferiscono scegliere un’agenzia pubblicitaria di Milano piuttosto che di altre località.

Lo era ai tempi della pubblicità dell’Amaro Ramazzotti(che inventò la “Milano da bere”, lo slogan che segnò un’epoca), e lo è ancora adesso. Basti pensare che in questi giorni la Brw Filmland srl ha chiesto e ottenuto di poter girare per le strade della città lo spot per i Ringo della Pavesi. E il regista dello spot non è uno qualunque, ma Gabriele Muccino.

E non è finita qui: infatti la Think Cattleya srl girerà un cortometraggio da lunedì a sabato per pubblicizzare il brand Campari. Non si tratta di un semplice spot, ma di un vero e proprio corto (che tra le altre cose parteciperà alla Biennale di Venezia) nel centro storico di Milano, che sarà diretto da un altro importantissimo regista italiano di cui ancora non è stato svelato il nome.

In entrambi i casi il Comune di Milano non ha preteso il pagamento del suolo pubblico, per via della rilevanza per la promozione e valorizzazione della città. Sono casi eccezionali, perché solamente nel 2017 il capoluogo lombardo ha incassato da spot pubblicitari e servizi di moda quasi 140mila euro, mentre da gennaio a luglio 2018 poco meno di 113mila.

Le location predilette dai registi? Duomo, Galleria, Scala e Palazzo Reale sono senza dubbio le scenografie predilette, ma anche Castello Sforzesco, Piazza del Cannone, Arco della Pace e Parco Sempione risultano essere molto richieste. Gli spot più richiesti? Video di moda, set fotografici, serie tv e film, talk show e documentari.